Mostra Giulio Romano 2019 a Mantova

Mostra Giulio Romano 2019 a Mantova

Nell'autunno 2019 a Mantova sarà allestita la mostra su Giulio Romano. Si potrà approfondire questo genio del Rinascimento in due mostre che saranno visitabili a Palazzo Ducale e Palazzo Te

I dettagli della mostra su Giulio Romano saranno resi noti a breve, ma nel frattempo, di seguito, qualche riga su come una guida turistica esperta di Mantova, potrà spiegare l'importanza di assistere a questo evento (magari unendo la visita della mostra a quella della città). 

Mantova e Giulio Romano 

La storia di Mantova è sempre stata legata all’acqua. Da un piccolo fazzoletto di terra che emergeva sulle paludi, nell’XI secolo si trasforma in un borgo medievale circondato dai laghi. A un tiro di balestra dal borgo si trova una isola, chiamata il tejeto, che i Gonzaga nella metà del Trecento utilizzano come luogo di delizie e una riserva di caccia. Solo nel Cinquecento si deciderà di costruirvi una meravigliosa dimora, il palazzo che prende il nome da tejeto, Palazzo Te, il capolavoro di Giulio Romano. 

Il marchese Ludovico II Gonzaga aveva adibito parte del tejeto a scuderia, per la sua celebre collezione di cavalli. Sarà suo nipote, Federico II, figlio di Isabella d’Este, a decidere di costruire una vera propria dimora di delizie, proprio sull’isola, per la quale fece giungere a Mantova Giulio Romano, grazie ai buoni uffici del suo ambasciatore a Roma, il Baldassar Castiglione. 

Giulio Romano e Palazzo Te di Mantova

Giulio Romano si rifà al modello delle antiche domus rustiche, che aveva appreso dal manuale di architettura di Vitruvio. Si tratta di una grande dimora che si estende intorno ad un enorme cortile. Dal punto di vista della decorazione esterna si capisce immediatamente come Giulio Romano voglia variare alla variazione dell’architettura antica

La facciata esterna, ad esempio, alterna un bugnato rustico ad un bugnato liscio e le colonne dell’atrio sembrano appena uscite da una cava, contrastano però con la perfezione della volta, che è un omaggio a quella della Basilica di Massenzio. 

Un contrasto continuo tra realtà naturale e artificiale, in una parola il Manierismo. 


La sala dei cavalli di Palazzo Te e l'illusione di Giulio Romano 

Oggi potrebbe sembrare piuttosto curioso che il Marchese Federico avesse scelto di dedicare la decorazione di una delle sale di accoglienza più importanti del palazzo ai propri cavalli. In realtà, i cavalli Gonzaga costituivano un motivo d’orgoglio eccezionale per il casato, e sarà proprio l’Imperatore Carlo V che si troverà sotto a questa architettura dipinta e pensata da Giulio Romano come una sorta di illusione ottica, perché ci troviamo in un interno aperto grazie a delle finestre su dei paesaggi, di fronte alle quali si trovano dei cavalli in posa. 

Il pittore riesce a rendere in modo eccezionale il loro manto e anche la loro vitalità. Hanno anche dei nomi, si chiamano Dario, Morel favorito. Questi affreschi così preziosi mostrano come i cavalli per i Gonzaga non fossero soltanto animali ad uso e consumo del loro svago e delle loro battute di caccia, ma dei compagni di vita quotidiana qui a Palazzo Te. 


La sala di Amore e Psiche di Palazzo Te

Nella decorazione del palazzo si alternano continuamente immagini di iscrizioni. Quella in questa sala spiega lo scopo di Palazzo Te, cioè accogliere l’onesto ozio del Marchese dopo gli impegni di Governo

Tra le attività di questo ozio senza dubbio c’era l’amore, ed è per questo che una delle sale principali viene dedicata al racconto dell’avventura amorosa tra Eros e Psiche. Psiche è una giovane ragazza che ha l’unica colpa di essere bellissima, ma questo provoca l’invidia di Venere che chiede a Cupido di farla innamorare di un mostro, ma è lo stesso dio ad innamorarsi di lei, pungendosi con una delle sue frecce, la rapisce, rinchiudendola in un castello, e si unisce con lei ogni notte, di nascosto. Mossa dalla curiosità di scoprire chi fosse il suo amante, Psiche scopre che è Eros, e viene condannata a una serie di prove che la porteranno, grazie ala clemenza di Giove, a sposare Eros, in un banchetto meraviglioso, che qui occupa una intera parete

Osservandole si capisce come Giulio Romano si sia dedicato soprattutto all’ideazione di figure meravigliose, con una incredibile variazione di espressioni, la stessa che colpisce guardando le altre scene dedicate a coppie e avventure d’amore

Venere e Marte fanno il bagno e diventano un omaggio alla meraviglia dell’anatomia del corpo umano, ma si scontrano poi mentre Venere cerca di fermare Marte dall’attacco di Adone. La dea si punge calpestando una rosa, che da bianca diventa rossa grazie al sangue della divinità. Altre scene invece sono molto più esplicite e vengono dedicate all’amore erotico. 

Giove per unirsi con Olimpiade si trasforma in serpente e acceca con un saetta il marito, il Re Filippo di Macedonia. Dall’unione di Giove ed Olimpiade nascerà il Re Alessandro il Grande. Pasifae sta entrando all’interno di una vacca per potersi unire al toro di cui si è innamorata. E Polifemo, figura gigante che sembra emergere dalla parte, si sta disperando per l’amore impossibile che nutre per Galatea, la quale sta fuggendo con Ace. 

L’amore e la passione vengono celebrate in un modo straordinario in questa sala, dove Giulio Romano riesce a realizzare delle figure realistiche e mostruose, come la Medusa, che Psiche incontra nell’Inferno. È una anticipazione di quella attenzione al realismo, al gotico, al mostruoso, che coinvolgerà gli artisti del Seicento. 

La loggia di Davide

Il dialogo tra gli spazi chiusi e quelli all’aperto a Palazzo Te è continuo. In questa loggia vengono raccontate scene legate alla vita di Davide, un eroe scelto non a casa. È lui che sconfigge il Gigante Golia e poi compone i suoi Salmi mentre sdraiato poggia il suo piede sulla testa di Golia, ma soprattutto è lui che si innamora di Betsabea dopo averla vista mentre si faceva il bagno. 

Se ne innamora, e non sopportando il suo vincolo coniugale, manda a combattere suo marito Uria dopo averlo fatto ubriacare, condannandolo alla morte. Questo racconto in realtà serviva a giustificare la storia dell’amore extraconiugale tra il Marchese e Isabella Boschetti. Federico aveva ucciso il marito di Isabella, esattamente come Davide aveva ucciso Uria. 

La storia raccontata in questa volta dove costituire un illustre precedente. 

La Sala dei Giganti di Palazzo Te

Giulio Romano in questa stanza sembra quasi superare il suo maestro Raffaello, perché la sua competenza architettonica ben si connette alla sua maestria pittorica. 

Qui, una sala costituita da pareti verticali, angoli e soffitto a volta, viene completamente trasformata in un unico ambiente, dove non ci sono più spigoli, in modo tale che chi vi entra si trova direttamente coinvolto all’interno di questo tragico evento che colpisce addirittura il consesso degli dei. 

I Giganti hanno messo insieme due montagne per attentare all’Olimpo e a Giove non rimane che lasciare il suo trono, dove compare soltanto la sua aquila, per scatenare le saette, con l’aiuto di Giunone, contro questi traditori, che si trovano ad essere travolti dalla furia del padre degli Dei. 

Le montagne caracollano su di loro, vengono schiacciati dalle rocce, con gli occhi che escono fuori dalle orbite, il sangue che fuoriesce dal loro corpo, immersi nella disperazione totale. C’è anche una architettura antica che sta crollando su di loro in modo tale che la furia di Zeus sia rappresentata senza nessun tipo di limite. 

I venti, dalle guance gonfie, soffiano contro i nemici degli Dei per scatenare la natura e assistere la volontà di Zeus. E gli Dei, che solitamente sono rappresentati sereni e pieni di passioni, si mostrano preoccupati contro questo attentato. 

È la furia che vuole simboleggiare quella di Carlo V, dell’Imperatore, dell’ospite principale, più importante di Palazzo Te, che si scatena contro chiunque avesse voluto attentare al suo potere. 

La mostra di Giulio Romano a Mantova, che si terrà nel 2019, vi farà scoprire questo è molto altro. Per conoscere i dettagli e organizzare una visita guidata a Mantova in quel periodo, contatta la nostra guida esperta di Mantova qui



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