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BRESCIA TOUR sigla una convenzione con STEFANO MUTTI ai fini di una migliore promozione del territorio.

Garda Guide sigla una convenzione con STEFANO MUTTI.

 

Alto Mantovano

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Il territorio delle Colline Moreniche dell’Alto Mantovano si snoda fra dolci pendii (altitudine dai 100 ai 250 metri sul livello del mare) e lievi pianori fra il Lago di Garda a nord e la pianura mantovana a sud,. Formatesi in seguito alle fasi di espansione e ritiro dei ghiacciai, le colline sono oggi costellate da molti laghetti di acqua sorgiva, da piantagioni di frutta, vigneti ed ulivi. E' un territorio ricco di storia, risorse, opportunità. Al suo interno trovano spaziano borghi antichi e cittadine, ricchi di storia e raccolti intorno ad antichi castelli e pievi medioevali o preziosi tesori d'arte ancora incontaminati dal turismo di massa. E’ in questi luoghi, nei quali a volte il tempo sembra fermarsi, che il visitatore può trovare ristoro e sollievo, incontrare il piacere della buona cucina di un tempo, l’interesse vivo e sempre partecipe per l’arte e per la cultura e, soprattutto, gente che sa conservare con parsimonia e riserbo la capacità di accogliere ed ospitare anche il turista più esigente. I Comuni del Comprensorio:

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE
È considerata a giusto titolo la "capitale" dell'Alto Mantovano e deve questa prestigiosa qualifica ai Gonzaga di Castiglione che la dominarono per due secoli e mezzo: tra i Signori mantovani, Luigi, figlio di Ferrante, si guadagnò la proclamazione a Santo nel 1726, per la dedizione che profuse agli appestati di Roma. Di origini etrusche, Castiglione è oggi un centro industrioso, il suo commercio gravita su Mantova e Brescia, per una certa equidistanza chilometrica dai due centri.
Il clima risente dell'influsso mitigante del vicino Garda (Desenzano dista appena dieci chilometri); comunicazioni e viabilità felici, grazie anche all'asse autostradale Milano-Venezia (A4) poco lontano.
La visita può iniziare dal Collegio delle Vergini di Gesù con l'annesso Museo Aloisiano: era la casa di Cinzia Gonzaga, trasformata nel 1608 in istituto religioso; in epoca recente divenne raccolta di arredi, documenti e opere di artisti quali il Rotari, Venusti e Guardi.
Si procede con il Santuario di San Luigi (1608), una chiesa barocca fatta erigere da Francesco Gonzaga per il Santo fratello: all'interno, una "Addolorata" del Gennari, una grossa tela di A.Balestra e pregevoli arredi lignei.
Il Duomo, maestosa testimonianza neoclassica (1761), contiene affreschi caravaggeschi: qui vennero raccolti numerosi feriti della battaglia risorgimentale, un'opera pietosa questa che diede l'idea allo svizzero Henry Dunant di fondare la Croce Rossa Internazionale. Nel piazzale antistante, una riproduzione in bronzo della pietà di Michelangelo ricorda l'importante avvenimento (1859). L'itinerario prosegue con una breve sosta alla chiesetta dei Disciplini, dove Luigi svolse pratiche liturgiche, al Museo della Croce Rossa Internazionale nel palazzo Triulzi-Longhi, in via Garibaldi, e alla ex chiesa del Rosario, oggi Famedio, del 1640, a pianta ottagonale con imponente portale. Restano da vedere la Chiesa della buona morte (1640 circa), così chiamata perché vi sostavano i condannati, l'antico castello o meglio ciò che ne resta, la torre, i ruderi delle mura e poco altro. Molti i palazzi patrizi, due i nuclei conventuali (di Santa Maria e di San Pietro) e il Teatro Sociale di Luigi Canonica (1843).

MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA
Voluto dalla città di Castiglione e donato alla Croce Rossa Italiana, venne inaugurato il 25 giugno 1959 in occasione del centenario della nascita dell'idea, dalle più alte autorità internazionali della Croce Rossa, alla presenza di due Capi di Stato e degli Ambasciatori di 86 paesi aderenti. Ordinato nel Palazzo Longhi, dimora patrizia della metà del 1700, il Museo Internazionale conserva le testimonianze scritte, gli oggetti, i documenti che ricordano la nascita e lo sviluppo del Movimento della Croce Rossa ideato e concepito dal ginevrino Henri Dunant, nei momenti successivi alla battaglia di Solferino e San Martino ed al cospetto delle innumerevoli vittime del sanguinoso combattimento. Il Museo offre all'interesse del visitatore, nella solennità delle ampie sale del palazzo, pagine di storia attraverso l'esposizione di mezzi per l'assistenza ed il trasporto dei feriti, come lettighe in legno della seconda metà del 1800, barelle, ferri chirurgici da campo, materiale da medicazione; un'ampia panoramica delle attività attuali della Croce Rossa con materiale fotografico e video; collezioni filateliche, documentazioni storiche di particolare valore, fra le quali il primo Premio Nobel per la Pace ricevuto da H. Dunant nel 1901 ed altri tre ricevuti dalla Croce Rossa Internazionale. Periodicamente ospita esposizioni temporanee di Società di Croce Rossa estere. Il Museo, unico nel suo genere, è una grande testimonianza del lavoro che il Movimento Universale della Croce Rossa svolge nel mondo da oltre 130 anni di vita.

APERTO tutti i giorni escluso il lunedì
01/04 - 31/10: h.9-12 15-18
01/10 - 31/03: h.9-12 14-17
Ingresso EUR 5 ridotto EUR 3

Comitive EUR 3
Prenotazioni (per gruppi oltre 15 persone) ed informazioni:
MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA
Via Garibaldi 50
46043 Castiglione Stiviere (MN)
tel. 0376638505 - fax 0376631107
www.micr.

MUSEO STORICO ALOISIANO
Aperto al pubblico dal 1969, ha sede nell'edificio, ampliato e ristrutturato più volte nel corso degli anni, che ospita dal 1608 la congregazione femminile delle "Vergini di Gesù". Architettonicamente rilevanti sono il chiostro, il loggiato, il refettorio, la cappella e la fontana nel cortile interno, realizzati nella prima metà del settecento. San Luigi Gonzaga e la sua illustre famiglia vivono ancora nelle sale del Museo attraverso la testimonianza delle numerose opere d'arte: dipinti, mobili, libri, documenti, reliquiari e varie suppellettili, costituiscono il patrimonio artistico, di diversa provenienza. Nel Museo la quadreria (oltre un centinaio le opere) annovera numerosi ritratti di San Luigi, di personaggi della famiglia Gonzaga, e dipinti di soggetto religioso di diversi artisti tra i quali: Bassano, Barocci, Cignaroli, Piazza, Venusti. Oltre a preziosi oggetti di uso liturgico, sono esposte dieci pianete confezionate con tessuti, del '600 e '700, in oro e argento. Tra le opere di oreficeria è da ricordare l'orologio, detto di San Luigi costruito dal Valin nel 1567, restaurato e funzionante. Pregevole è l'arredo del refettorio, opera settecentesca di artigiani locali, e tra le più importanti d'Italia è la collezione di stoviglie in peltro che è possibile ammirare in varie sale del Museo.

APERTO tutti i giorni h.9/11 15/18.
Ingresso ad offerta libera
Per informazioni e prenotazioni visite guidate:
COLLEGIO VERGINI DI GESÙ
Via Perati 6, 46043 Castiglione Stiviere (MN)
tel. 0376638062

CAVRIANA
È un luogo di insediamenti antichissimi e lo testimoniano i molti reperti archeologici, Bande, un piccolo centro del Comune di Cavriana, rivendica addirittura la paternità di Virgilio, sommo Poeta della Latinità. Il Museo Archeologico, ubicato presso Villa Mirra-Siliprandi, conserva oggetti dell'età del bronzo e romani, provenienti da scavi compiuti in questa zona. Villa Mirra è la più importante dimora signorile del Comune: nel tempo ha subito restauri e trasformazioni, mantenendo però la grande dignità che le deriva dall'aver ospitato re e capi di stato. Altre tappe importanti: la Parrocchiale della Madonna Assunta (1716), con pregevoli arredi lignei e grandi tele (qualcuna attribuita a Callisto Piazza e Zenone da Verona), quindi la Pieve, una bellissima chiesa romanica (XI secolo), che conserva all'interno affreschi d'epoca medioevale. Prima di lasciare il borgo, merita un'occhiata la torre della Rocca: è ciò che resta di un castello costruito intorno all'anno mille, di cui ancora si vedono le mura in cima alla collina, a 170 metri sul livello del mare. Uscendo dal paese, verso Volta Mantovana, in località Castelgrimaldo è consigliata una breve sosta presso la parrocchiale di Sant'Antonio, una chiesa settecentesca in cui è possibile ammirare una pregevole "Madonna del Rosario" (XVII secolo).

MUSEO ARCHEOLOGICO DELL'ALTO MANTOVANO
In questo Museo, a Cavriana, sono conservate le testimonianze archeologiche raccolte nel corso delle ricerche condotte nell'ultimo trentennio nell'area delle colline moreniche mantovane. Il Museo ha sede in un edificio, Villa Mirra, di notevole valore documentario e storico in quanto non solo rappresenta un esempio classico di residenza signorile ottocentesca, ma anche perché, tra l'altro, ospitò S.M. l'Imperatore Napoleone III in occasione della vittoria nella battaglia di Solferino e San Martino. Nelle sue otto sale sono esposti, suddivisi in diverse sezioni, i materiali archeologici più importanti e significativi per la documentazione delle diverse fasi di frequentazione del territorio in epoca preistorica, romana, medievale e rinascimentale. La sezione preistorica inizia con alcuni reperti faunistici dell'età glaciale, tra i quali due rari crani di "Bison Priscus" e "Bos Primigenius" ed alcuni manufatti neolitici databili al V/IV millennio A.C. Nelle sale seguenti sono esposti i materiali provenienti prevalentemente dagli insediamenti palafitticoli di Bande di Cavriana e Castellaro Lagusello. Il vasellame, gli utensili in pietra, osso e legno, gli spilloni metallici, i monili e le ambre ci dimostrano non solo il grado culturale e gli aspetti tecnologici ed economici delle popolazioni locali del II millennio A.C., ma soprattutto l'intensità dei loro rapporti di scambio con il mondo transalpino e mediterraneo. Nella sezione successiva sono esposti i manufatti di epoca romana rinvenuti nei numerosi edifici e nelle necropoli individuate a Cavriana, Solferino e Volta Mantovana. Sono molto importanti gli utensili in ferro, i vetri ed il vasellame da mensa, in alcuni casi firmato, ed il mosaico geometrico che denotano il livello sociale ed economico al tempo di Augusto, Nerone e Antonino.
La terza sezione, che inizia con la crocetta aurea ed altri oggetti provenienti da una sepoltura longobarda di Goito, è dedicata prevalentemente agli aspetti locali del Rinascimento, visto attraverso le ceramiche, le maioliche, le monete e gli oggetti d'uso quotidiano provenienti dagli scavi condotti nel castello gonzaghesco di Cavriana. La visita al Museo si conclude nella stanza che fu occupata da Napoleone III in occasione del suo soggiorno, che è stato possibile ricomporre quasi interamente con gli arredi originali.

APERTO giovedì/sabato/domenica
h.9/12 15/18

Ingresso EUR 2.58 rid. EUR 1.55
Prenotazioni per giorni infrasettimanali (escl. lunedì) ed informazioni:
MUSEO ARCHEOLOGICO ALTO MANTOVANO
P. Castello 5
46040 Cavriana (MN)
Tel. n. 0376826038 037682094 0376806330

MEDOLE
Al primo impatto colpiscono i bei portali in marmo tutti edificati tra il ' 600 e il ' 700, una lunga teoria di rilievi che impreziosiscono le modeste facciate dei palazzi; quindi, i ricordi storici, perché Medole fu luogo di attraversamenti di truppe per le note vicende risorgimentali: fu teatro di battaglie ed accolse feriti e caduti. Il primo insediamento fu romano, poi benedettino (840), quindi intorno al 1000 sorse un castello annesso ad un convento: oggi è visibile solo il torrione con l'avancorpo barocco.
Ma il momento centrale della sosta medolese è senz'altro la chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine dall'elegante profilo barocco (1750), con un campanile più vecchio d'un secolo: è un edificio importante, con 10 cappelle, altari barocchi, stucchi, arredi lignei di grande interesse.
Il "clou" artistico è rappresentato da una grande pala di Tiziano Vecellio, "Il Risorto che appare alla Madre", donata dall'artista nel 1554 ed il gruppo statuario mazzoniano in terracotta dipinta (Guido Mazzoni - 1440/50 - 1518 meglio conosciuto come Modanino). Quindi, un altro edificio destinato al culto, Santa Maria della Pieve, una piccola chiesa ai margini dei paese sulla strada per Guidizzolo, antichissima (1000): all'interno pregevoli affreschi.


MONZAMBANO
Da qui inizia la dolce passeggiata lungo la valle dei Mincio che conduce fino a Mantova e quindi al Po.
L'antico borgo di Monzambano, su una collina alta circa 90 metri, si annuncia con torri e mura di un antico castello (XII secolo) costruito dagli Scaligeri. D'obbligo la visita alla parrocchiale, la chiesa di San Michele, costruita tra il 1743 e il 1777: conserva tele di Felice Cignaroli (1767), di Agostino Ugolini (1793) e statue settecentesche. Poco lontano, Castellaro Lagusello il cui nome ci suggerisce i motivi di una breve tappa: un castello del duecento, di cui restano mura e torrette, e un incantevole laghetto. Merita una visita la chiesa di Castellaro dedicata a San Nicola (1741), con arredi e dipinti del ' 400e del ' 600. Il tour collinare può interessare anche Forni e Pille Olfino (da vedere la parrocchiali: decorazione del ' 600, statue, fregi e stucchi).


PONTI SUL MINCIO
È il paese mantovano più vicino al lago di Garda, dal quale dista solo 4 chilometri. Qui la collina s'incunea tra bresciano e veronese, geografia e dialetto hanno le caratteristiche di un vero avamposto che guarda al lago con desiderio. Ponti fu Scaligera fino al 1386, lo testimonia il castello (Xll secolo) con i caratteristici merli guelfi; la parrocchiale è del ' 500 ed ospita una preziosa Madonna settecentesca e tracce di un affresco del ' 400. Poco fuori dal paese, verso il Mincio, l'oratorio di San Nicolò, pure del ' 500. Da segnalare l'intensa produzione vitivinicola di Ponti, centro di raccolta e vinificazione delle pregiate uve DOC dell'Alto Mantovano: anche la cantina sociale può diventare tappa di visita di questo itinerario tra le verdi colline targate Mantova.


POZZOLENGO
Pozzolengo, dal latino Poteolongum, pozzo lungo, per via dei numerosi pozzi d'acqua di cui il paese sin dall'antichità era dotato, è una delle punte più avanzate dell'area collinare morenica prospiciente il basso Garda. Pozzolengo ha antiche origini e vicende storiche travagliate: molte le genti più o meno pacifiche che si sono succedute, dagli etruschi ai latini, dagli Ungari alla Serenissima e quindi alle armate napoleoniche. Cuore e centro della vita locale è stato il Castello: costruito nel medioevo sotto il dominio di Brescia, sui resti di un più antico villaggio fortificato che resistette ai barbari, offre spunti di visita insoliti. Innanzi tutto perché è abitato e ripropone, nell'impianto logistico delle attività che si svolgono al suo interno, la struttura e l'organizzazione quotidiana dell'epoca medioevale, e poi perché tra i ruderi della chiesetta di S. Lorenzo, di cui resta l'abside, s’intravedono frammenti di bellissimi affreschi trecenteschi. Dal cuore storico di Pozzolengo si dipartono diverse passeggiate turistiche: segnaliamo alcune sale del palazzo municipale riccamente affrescate, la chiesa di S. Maria, la parrocchiale cinquecentesca del paese che ospita preziosi dipinti del sei-settecento e un bellissimo organo Antegnati (1608). Merita una breve tappa pure l'Abbazia di S. Vigilio, un'interessante testimonianza di architettura rurale dei secolo XII voluta dai monaci Benedettini, che s'incontra lungo la strada che porta a San Martino (la chiesa però è privata e all'interno non si può visitare). La buona tavola e i vini di produzione locale completano il quadro dell'ospitalità turistica locale, improntata ad un relax fatto di quiete e suggestione; anche il clima, temperato tutto l'anno grazie allâinfluenza del grande bacino gardesano poco lontano, contribuisce a rendere il soggiorno in questa porzione del rilievo morenico distensiva e piacevole.

SOLFERINO
La Spia d'Italia, un massiccio torrione del 1022, svetta alto sulla collina più importante del mantovano, non solo per la quota (206 metri) ma anche e soprattutto per le numerose citazioni dei libri di storia.
Qui, il 24 giugno 1859, francesi e piemontesi si scontrarono con gli austriaci, in una delle più cruente battaglie del nostro Risorgimento. A ricordare quei tragici eventi è un articolato complesso museale che costituisce il nucleo centrale della visita turistica. Si comincia col Museo del Risorgimento (1931) che conserva documenti e cimeli; più avanti la chiesa di San Pietro trasformata in Ossario (1870), che offre il macabro spettacolo di teschi e ossa dei caduti. Quindi la parrocchiale di San Nicola di Bari (' 600), un tempo cappella del Palazzo dei Gonzaga (residenza di Orazio Gonzaga): la chiesa ospita un antichissimo organo e una pala settecentesca raffigurante San Nicola. Da visitare è la chiesa dell'Immacolata, edificata nel ' 600: conserva una cinquecentesca statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino. Prima di lasciare Solferino, uno sguardo al monumento dedicato alla Croce Rossa (1959): raccoglie piccole testimonianze di solidarietà all'idea di Henry Dunant. A pochi chilometri da Solferino, accomunato da un identico passato risorgimentale, ecco S. Martino della Battaglia dove, nel 1859, si attestò l'armata sarda guidata da Vittorio Emanuele II: importantissima, dal punto di vista tattico, l'azione dei granatieri di Sardegna a Madonna della Scoperta. L'itinerario di visita si snoda tra la Cappella Ossario, che custodisce le spoglie dei caduti, la Torre dedicata a Vittorio Emanuele II, alta oltre 65 metri (con in cima una bellissima terrazza panoramica), e il Museo, con cimeli, armi e ricordi delle battaglie.

MUSEO DEL RISORGIMENTO DI SOLFERINO E SAN MARTINO
Sulle colline dell'anfiteatro morenico del lago di Garda ebbe luogo il 24 giugno 1859 il più sanguinoso tra i fatti d'arme delle guerre d'Indipendenza: la battaglia che prese il nome dalle località di Solferino e San Martino, si rivelò decisiva per le sorti del Risorgimento italiano e per il processo d'Indipendenza del nostro Paese. Nel 1870 il conte Luigi Torelli, patriota valtellinese, costituì la Società di Solferino e San Martino alla quale fu affidato il compito di onorare la memoria dei caduti, di valorizzare gli ideali del Risorgimento e di conservarne i monumenti.

Il complesso monumentale di Solferino:
La Cappella Ossario: In essa sono custoditi 1413 teschi ed altri 7000 scheletri di combattenti, in prevalenza dell'Armata francese e di quella Austriaca.
Il Museo: illustra la storia d'Italia dal 1796 al 1870 con particolare attenzione alla grande battaglia del 24 giugno 1859. La documentazione iconografica è integrata da una ricca esposizione di armi, uniformi, documenti di particolare significato e cimeli vari.
La Rocca detta la Spia d'Italia, costruita nel 1022 e restaurata nel 1870, conserva armi e cimeli raccolti sul campo di battaglia. Dalla terrazza, il punto più alto della provincia di Mantova, si gode un ampio panorama su tutto il campo di battaglia.
Il Memoriale della Croce Rossa, fu eretto nel primo centenario della battaglia per ricordare la nascita della Croce Rossa Internazionale ed il suo fondatore, lo svizzero Henri Dunant

APERTO tutti i giorni
escluso il lunedì h.9/12 14/18
Ingresso EUR 3.10 ridotti EUR 0.78
comitive EUR 1.03
Cappella Ossario e Memoriale gratuito
Per informazioni:
SOCIETÀ SOLFERINO E SAN MARTINO
46040 Solferino (MN)
tel. 0376854019

Il complesso monumentale di San Martino
La Cappella Ossario ospita nell'abside 1274 teschi ed innumerevoli ossa di 2619 caduti, frammischiati senza distinzione di nazionalità e grado.
La Torre sorge sul luogo ove più accaniti e cruenti si svolsero i combattimenti tra l'Armata Sarda e l'VIII Corpo d'Armata Austriaco; è alta 64 metri. Lungo le pareti della rampa che porta alla sommità si possono ammirare i dipinti che illustrano episodi delle guerre d'Indipendenza. Dalla vasta terrazza si gode uno splendido panorama sul lago di Garda e la pianura Padana.
Il Museo espone in tre sale, armi, divise, documenti e dipinti relativi all'intera epopea risorgimentale, ma segnatamente alla campagna del 1859 ed alla battaglia di San Martino

APERTO tutti i giorni h.9/12 14/18
Ingresso EUR 3.10 ridotti EUR 1.55
comitive EUR 2.06
Cappella Ossario gratuito
Per informazioni:
SOCIETÀ SOLFERINO E S. MARTINO
25015 Desenzano (BS)
tel./fax 0309910370

VOLTA MANTOVANA

La piatta Padania sale a quota 100. Siamo a Volta, baluardo anti-scaligero e anti-visconteo, attribuito definitivamente al mantovano nel 1367 dall'imperatore Carlo IV. La regione collinare comincia qui, con una rapida impennata della strada che conduce al Garda di cui già si avvertono gli effetti climatici, quell'aria capace di stagionare al meglio i prelibati prosciutti portati dalla pianura. La visita turistica comincia dal castello, o meglio da quel che ne resta: torrioni e ruderi ci dicono di questa costruzione fortificata nellâXl secolo, immersa nel verde, a testimonianza del ruolo strategico che questo borgo mantovano svolse nei secoli, fino alle ultime battaglie: quelle del Risorgimento.
Si prosegue con Palazzo Gonzaga poi dei Cavriani (' 500), villa Venier, e la parrocchiale che contiene una "Assunta" del Guercino, in una pregevole cappella barocca, e una tela del Rotari.
La passeggiata nel circondario di Volta è davvero suggestiva: le frazioni, piccole e ospitali, conservano altre stimolanti curiosità, non ultime quelle gastronomiche: qui si mangia bene e a prezzi modici.

Notizie utili
Volta Mantovana dista da Mantova-capoluogo 24 chilometri (strada per Brescia, poi a Goito si gira a destra); ha circa 5.500 abitanti; il numero di telefono del Municipio è 037683001.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 10 Giugno 2010 21:11 )