

La Spia d’Italia di Solferino, un massiccio torrione del 1022, svetta alto sulla collina più importante del mantovano, non solo per la quota (206 metri) ma anche e soprattutto per le numerose citazioni dei libri di storia. Qui, il 24 giugno 1859, francesi si scontrarono con gli austriaci, in una delle più cruente battaglie del nostro Risorgimento. A ricordare quei tragici eventi è un articolato complesso museale che costituisce il nucleo centrale della visita turistica. Si comincia col Museo del Risorgimento (1931) che conserva documenti e cimeli; più avanti la chiesa di San Pietro trasformata in Ossario (1870), che offre il macabro spettacolo di teschi e ossa dei caduti.
Prima di lasciare Solferino è d’obbligo uno sguardo al monumento dedicato alla Croce Rossa Internazionale (1959).
I Francesi vinsero a Solferino, i piemontesi a San Martino della Battaglia, dove oggi una scenografica Torre alta 74 metri domina i colli morenici e i pianori intorno. Dedicata a Vittorio Emanuele II, essa di notte si illumina con un faro tricolore che ruota sulla sua sommità ed è visibile a grandissima distanza. Anche qui si trovano un Ossario e una Museo a ricordo della Battaglia che diede il concreto avvio all’unificazione d’Italia. Internamente la torre è divisa in diverse sale affrescate che ripercorrono per immagini le tappe più importanti del Risorgimento Italiano dal 1848 al 1870 e che conducono sulla sommità della Torre dove con l’immaginazione è possibile ricostruire i movimenti compiuti dalle nostre truppe ormai 150 anni or sono.



