La Pieve di Cavriana è un edificio romanico che però ha subito diversi interventi negli anni ’50 del secolo scorso quando furono demolite tutte le sovrastrutture apportate nei vari secoli per riportare l’edificio alla fisionomia originaria. 

Quale l’epoca di costruzione? Una guida turistica di Mantova potrà spiegarvi che l'origine è molto probabilmente del XII secolo in base a un’epigrafe murata tra gli archetti pensili. 

L'interno della Pieve di Cavriana

Entrando dall’ingresso principale sulla destra si trovano i lacerti di affreschi più antichi, risalgono al secondo quarto del XIII secolo. Dobbiamo pensare che in origine tutto l’interno della chiesa doveva essere ricoperto da affreschi andati perso nei secoli. Siamo certi che nel corso del Seicento tutto l’interno della chiesa fu nuovamente intonacato e riaffrescato sopra. 
Quindi già allora o erano sotto ad intonaci precedenti o andati persi. In più nel Settecento erano state aggiunte due cappelle laterali demolendo delle parti delle pareti laterali a sinistra. Notare le picchettature per metter il nuovo intonaco. Questi affreschi nel passato si pensava che raffigurassero a sinistra un’Annunciazione. Questo è smentito dal fatto che analizzando gli attributi e le varie fisionomie delle figure rappresentate, ci troviamo sicuramente di fronte a due sante: una santa incoronata di origine principesca sulla sinistra, e una santa monaca sulla destra che porta una catena del rosario in mano. 
Negli studi si può restringere il campo considerando gli attributi e il rapporto che le lega: potrebbero essere Santa Lucia e Sant’Agata, oppure Santa Giustina.. gli attributi non li conosciamo, da una parte si pensa che vi potesse essere una ruota raggiata e dall’altra che in mano portasse o un melograno o un uccellino. Ma non sappiamo perché è una zona di integrazione / manomissione. 
Il santo diacono martire riconoscibile per la dalmatica rossa potrebbe essere Santo Stefano o San Lorenzo. Il libro che tiene in mano potrebbero essere o i Salmi oppure il Vangelo. 

Affreschi nelle adiacenze delle absidiole: a sinistra dell'altare 

Siamo nel Trecento, la decorazione dovrebbe rappresentare un’annunciazione alla presenza di San Giovanni Battista (riconoscibile per il vestiario che porta addosso con i peli di cammello). Al centro vediamo il resto di un’ala, quella dell’angelo annunciante. Sulla destra la casa di Maria, le braccia conserte forse quelle di Maria, e qui forse (solo che le proporzioni non coincidono molto) il corpo dell’angelo annunziante. Durante i restauri del 1990 /1991 hanno restaurato alcune parti e altre no, che sono infatti più sbiadite (la cosa è inspiegabile). Non sono stati trovati resti di affreschi sottostanti. Si vedono le sinopie. 

ABSIDE SINISTRA

Qui ci troviamo di fronte all’iconografia della Traditio Legis (la consegna della legge): Pietro e Paolo, Gesù in centro. Manca purtroppo la parte centrale perché nel Settecento fu demolita la parte più interna per costruire una cantoria e un ripostiglio. E quindi quello che vediamo ora fu ricostruito sulla base delle fondamenta. In alto altro lacerto di affresco non restaurato che raffigura figura in trono. Potrebbe essere San Biagio (di cui esisteva un oratorio dentro nel castello, quindi è attestata la devozione per questo santo) oppure Cristo in maestà. 

ABSIDE CENTRALE

Conserva una scultura in marmo trecentesca di cui non si consoce l’autore. Possiamo solo ipotizzare che sia stata fatta costruire dallo stesso committente del protiro trecentesco esterno. Per il protiro abbiamo un’epigrafe esterna datata 1332: FECIT FEI BONAVENTURI (il committente). Dall’analisi del marmo utilizzato, è lo stesso, quindi probabilmente si presume che sia lo stesso committente. La statua un tempo era stata trasferita nella parrocchiale, poi nel cimitero e solo dagli anni ’50 è ritornata qui. In origine era dipinta (manto rosso esternamente e blu all’interno). Lo stile è romanico (austerità e frontalità), ma che però è già verso il gotico (pieghe, risvolto delle vesti, il viso .. indicano un movimento tipico del gotico...). 

DESTRA ALTARE (SOTTO CAMPANILE)

Lacerto di affreschi: desis, la preghiera. In origine dovevano esserci la Madonna e San Giovanni Battista oranti verso Cristo al centro in favore della comunità. Fino agli anni ’50 del secolo scorso era visibile anche la Madonna, che durante i restauri è andata persa. Anche qui si vede il taglio dell’absidiola per costruire un muro. E qui abbiamo ancora San Giovanni Battista, che nei resturi degli anni ’90, forse da mani inesperte, hanno trasformato il cartiglio dove doveva esserci scritto vox clamantis in deserto, in oalantis in deserto, cioè è stata occlusa la c di clamantis, come pure sopra si legge jodes e invece era in origine johes (johannes, cioè Giovanni). Poi qui si vede anche il lacerto di una testa di una santa, con colori in sottotono perché inspiegabilmente non restaurata. 

INGRESSO LATERALE

In cima ad una lesena sulla sinistra dell’ingresso laterale c’è un coccio più grande rispetto agli altri, e allontanandosi si vede che c’era in origine un’epigrafe. Ora si leggono dei graffi: due emme una sotto l’altra. Si trattava di un’epigrafe e fino al secolo scorso si leggeva chiaramente MND MCX in numeri romani, scrittura pre-gotica attestata in questa zona. 
La prima parte era la dedica alla chiesa (Maria Nostra Domina, e MCX la data 1110). E molti studiosi del passato avevano attribuito questa data alla fondazione della chiesa. Solo che se si va a studiare nell’archivio di stato di Mantova si scopre che era già esistente una pieve a Cavriana già nel 1037, quindi appena 83 anni prima dell’epigrafe. 
Quindi si devono formulare delle ipotesi, e cioè che ce n’era una precedente e che questa è il rifacimento. Dagli studi effettuati sul territorio non si sono trovati resti di pievi precedenti. Era stato pensato a una pieve all’interno delle mura del castello, però se anche fosse sarebbe stato un oratorio, e quindi non una pieve, perché la pieve doveva essere la chiesa di culto di una comunità plebana abbastanza vasta, e quindi non poteva essere quella del castello. È stata scartata anche un’altra ipotesi che voleva una chiesa dentro la Fattoria alle Corti... Si sono fatte varie ipotesi su altre ubicazione della precedente comunità plebana come pieve, e scartate queste ci si è focalizzati sul vedere se questa chiesa può essere retrodatata, e quindi se esistesse già prima del 1100 e magari l’epigrafe attestasse solo un rifacimento o un abbellimento, come Santa Maria Genitrice a Medole che nel 1020 fu abbellita con archetti pensili. E guarda caso anche qui abbiamo l’epigrafe proprio in adiacenza agli archetti pensili, quindi potrebbe essere una storia parallela con Santa Maria. E in più quali altri indizi possiamo avere a supporto di questa ipotesi? 
Se osserviamo il paramento murario e soprattutto la veste esterna. Tutto il perimetro della chiesa è ornato da archetti pensili binati intervallati da lesene, tranne in un unico punto della chiesa che si vede di fianco all’ingresso laterale. In questa zona c’è uno spazio molto più ampio e tre archetti. Se facciamo il giro dall’altra parte della chiesa noteremo che di là non c’è la stessa soluzione simmetrica, ma sull’altro lato abbiamo lo spazio colmato da una lesena in più e due archetti pensili binati molto più stretti. Questo è un sintomo del medioevo, quando non c’erano progetti come oggi. Può essere che una struttura preesistente sia stata ricostruita intorno al XII secolo e si può pensare che le varie maestranze iniziando a costruire o dalla facciata o dall’abside, si siano poi ritrovate in questo punto a colmare uno spazio maggiore degli altri. 
Altri indizi a sostegno di questa tesi: nella parete di controfacciata all’interno c’è una rientranza inspiegabile se non con una sovraelevazione successiva. 
E poi notare la discontinuità del paramento murario. Parte sono fondamenta, ma anche nella zona a nord vi è una interruzione delle lesene, e quindi potrebbe essere una zona preesistente della precedente chiesa. La totalità delle chiese romaniche sono orientate, quindi l’entrata è a occidente, dove cala il sole, la morte della persona come uomo, le absidi sono a oriente perché è la rinascita nella fede. 
La parte un po’più scura: materiali originari, strutture ricostruite. (Es. il protiro trecentesco) 
Le zone più scure dei muri laterali indicano dove si trovavano le cappelle settecentesche. Questo avvenne perché il parroco Federico Gorzoni nel Settecento ha voluto trasformare la pianta ad una unica navata basilicale a pianta a croce latina, e quindi ha fatto aggiungere queste cappelle laterali e tutto l’interno era stato trasformato a ordine ionico con l’aggiunta di lesene, capitelli e decorazioni interne. Con tutti questi interventi nessun affresco medievale sarebbe potuto sopravvivere. 

FACCIATA DELLA PIEVE DI CAVRIANA

Nell’estremità superiore sinistra del protiro si legge un’epigrafe: "MCCC" e "XXX" e fino al secolo scorso si leggeva anche il "II = 1332". Di fianco si legge Fei Bonaventuri ovvero il committente. 
Nel Settecento il protiro fu demolito per costruirne uno più grande, ma fu riutilizzato in loco, per costruire la cappella laterale, la cantoria... Negli anni ’50 del ‘900 quando hanno ristrutturato tutta la chiesa, sono andati a recuperare i materiali ed è stato ricostruito. Quindi si tratta di materiale ma ricostruito. 
Il rosone soprastante sicuramente non era presente nel Romanico. Molto probabilmente l’apertura era più ristretta (un oculo o una monofora) e nel Seicento le visite pastorali descrivono una mezza luna, e solo negli anni ’50 è stato aperto questo rosone circolare per dare maggiore luce all’interno della chiesa. 
Il restauro del secolo scorso tendeva a camuffare le parti nuove come se fossero antiche. Ora invece si tende a evidenziare la differenza fra la parte originaria e quella moderna, e si tende a valorizzare la storia del monumento. Qui invece si è demolito per ricostruire come doveva essere. 

TORRE CAMPANARIA

È caratteristica perché poggia per una parte ai muri perimetrali della chiesa e per un’altra parte con una colonna interna che la sostiene. In origine doveva essere molto più bassa, è stata sopraelevate e in parte ricostruita negli anni ’50 del Novecento dalla cella campanaria in su. Per esempio le colonnine con i capitelli sono stati ritrovati reimpiegati nel paese. Uno veniva utilizzato come sostegno per un vaso di fiori. Le torrette agli angoli sono invece state inserite ex novo. Qui abitò per un lungo periodo un eremita che si occupò del mantenimento del luogo. 

La visita guidata alla Pieve di Cavriana:

Durante una visita guidata alla provincia di Mantova si può inserire una visita alla Pieve di Cavriana, grazie all'aiuto e alla consulenza di una guida turistica esperta del luogo, che puoi contattare qui


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