Una visita al Palazzo Ducale di Mantova è un appuntamento imperdibile per tutti coloro che sono in visita a Mantova. Una guida turistica esperta di Mantova potrà spiegarvi cosa si cela in ogni stanza del palazzo più famoso di Mantova. 

L'origine del Palazzo Ducale di Mantova

La prima cosa che vi potrà mostrare una guida turistica di Mantova è che a Palazzo Ducale gli ambienti sono enormi, e questo dovrebbe sorprendere di più considerando che i Gonzaga erano persone di bassa statura. Tuttavia la vastità degli ambienti dava loro il senso di potenza, della superiorità. 

L'imponenza di Palazzo Ducale era maggiore all'epoca dei Gonzaga perché tutta la città era più bassa e Palazzo Ducale emergeva sul resto. Solo più tardi vennero innalzate le abitazioni mantovane. Solo i palazzi nobili e le torri erano alte, ma le case della gente comune erano fino alla metà dell’Ottocento a un piano e in legno, altrimenti sarebbe costato troppo costruirle. Oggi le case sono a due o tre piani, ma all’epoca il palazzo era più ad effetto perché emergeva su Piazza Sordello. 

Gonzaga visitarono molti palazzi già esistenti e assorbono qua e là alcune caratteristiche importandole a Mantova. Tra i palazzi visitati ci furono quello dei Farnesi e quello degli Estensi ecc. Palazzo ducale non è un palazzo ma un insieme di edifici che si sono sviluppati in circa 500 anni. Era un cantiere in continuo movimento. Dentro al palazzo c’era la parte destinata alle milizie e alla cavalleria, era un complesso enorme che comprendeva anche la parte dell’attuale Questura. Per avere un’idea delle dimensioni del palazzo è utile fare il giro delle piazze e dei cortili. 


Le stanze del Palazzo Ducale di Mantova 

Ecco alcune delle sale che potrete visitare in compagnia di una guida turistica di Mantova. 

Sala del Pisanello

Questa sala ci dice che essendo il palazzo un insieme di edifici non sempre i livelli son sempre uguali. Quando fu fatto questo ampliamento non si tenne conto che dietro il livello era più alto, e quindi si dovette costruire una scaletta. Il caminetto è del Cinquecento. Sopra è riportato il leone, simbolo dell’Imperatore da cui avevano ricevuto il titolo di Marchese. 
Solitamente i turisti non riescono ad apprezzare le sinopie del Pisanello. Il problema è che il disegno è una cosa e la pittura è un’altra, queste sono pitture non finite. Qui siamo di fronte ad una pittura non finita. Alcuni punti son finiti e altri no. Il fondo nero serviva per poi fare erbe fiori ecc.. per la decorazione floreale come sfondo. 

La sinopia è il disegno che prepara poi l’affresco: il pittore un po’ per giorno dà ordine al muratore di stendere l’intonaco sul quale veniva steso il colore. La sinopia presenta due colorazioni diverse: bianco e rosso. Da una parte usa il colore canonico (la terra di Sìnope, che viene dall’Asia Minore ed è di colore rosso) e dall’altra il carboncino nero. 

È stato possibile staccare i disegni dall’affresco perché l’arriccio è piuttosto ruvido, invece lo strato dell’affresco è sottile e liscio, guai se non lo fosse. Gli affreschi fanno parte della cultura del tempo, ed esprimono l’amore per i cavalieri: siamo nel periodo di quella che si chiama la cultura cavalleresca. I cavalieri della tavola rotonda erano dei giovani che andavano in cerca di avventure per salvare i deboli, e indirettamente queste storie servivano per autocelebrarsi. La figura dell’eroe che va in giro per compiere nobili imprese è riferita ai Gonzaga stessi. 

Sala dei Papi

Si stratta di una sala composta da una grande anticamera, poi una serie di infilata di stanze pubbliche, e alla fine quelle private. 

Galleria di quadri

Per questa parte del Palazzo Ducale è necessario sottolineare la funzionalità delle gallerie: poiché attraverso il tempo continuavano a sorgere nell’area del palazzo altri edifici c’era bisogno di collegarli per non uscire, realizzando questi enormi corridoi. Stiamo girando intorno al cortile d’onore. 

Sala di Troia 
È una delle stanze più scenografiche di Palazzo Ducale a Mantova. Le pareti e la volta son completamente decorate senza soluzione di continuità creando stupefacenti effetti illusivi. L’ambiente ebbe funzione di sale delle udienze ed è decorata sia sulle pareti, ove vi sono rappresentati episodi del ciclo troiano racchiusi in riquadri, che sulla volta, in cui si svolge la battaglia campale tra i fanti e i guerrieri sui cocchi, narrata in modo dettagliato nei V libro dell’Iliade. Il tutto crea un continuum epico dagli stupefacenti effetti illusionistici. Dietro a questi episodi mitologici desunti dall’Iliade e carichi di potenza si nasconde un programma iconografico voluto dal committente Federico II Gonzaga: alla base della creazione dell’appartamento di Troia vi è la nascita del figlio maschio e quindi la garanzia della continuità della stirpe. La scena della donazione delle armi ad Achille è quindi equivalente al passaggio, da padre a figlio, della responsabilità del dominio. E non dimentichiamo neppure che Federico II sposò per volere della madre Isabella d’Este la giovane Margherita dei Paleologo del Monferrato, una famiglia di stirpe bizantina, ed è quindi presumibile che le scene dell’epopea greca tendano ad esaltare il legame sanguineo ereditato dalla famiglia Gonzaga con i Greci attraverso il matrimonio combinato.

La visita guidata al Palazzo Ducale Di Mantova

Importante non solo per i turisti che si preparano a vivere un'esperienza a Mantova, ma anche per quelli che visiteranno Verona e il Lago di Garda, il Palazzo Ducale di Mantova è apprezzabile solo se si accompagna la visita all'esperienza di una guida turistica esperta di Mantova. Per contattarci clicca qui

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