La Fabbrica del Rinascimento

Basilica Palladiana, Vicenza

11 dicembre 2021 - 18 aprile 2022

Mostre in Basilica Palladiana


La città di Vicenza si è candidata Capitale della Cultura 2024 e punta attraverso le mostre allestite nella Basilica Palladiana a divenire un polo innovativo di riferimento culturale. Un piano che passa attraverso questo primo atto di una mostra sul Rinascimento e che passando per il 2022 e il 2023 porterà la città al fatidico 2024 pronta per vincere la candidatura. Un progetto culturale unico quello sottoposto al Ministero che coinvolge 87 Comuni della Provincia e diversi enti commerciali e culturali in città. 

Una porta sul passato 

La mostra allestita all’interno della Basilica intitolata “La fabbrica del Rinascimento” è una porta che si apre sul passato glorioso della città di Vicenza, su un periodo storico nel quale questi artisti straordinari si sono incontrati, han realizzato qualcosa di assolutamente magico, unico, irripetibile e l’hanno fatto per il territorio che hanno trovato e per lo spirito che i vicentini avevano in quel dato momento. È però anche una porta che si apre sul Rinascimento, un’epoca che ci ha insegnato tanto, di cui portiamo ancora i segni e che ha avuto un grande merito: quella di mettere l’essere umano, l’etica e la morale al centro di ogni iniziativa. Questa mostra mette al centro Vicenza, ci ricorda cos’era e cos’è ancora oggi e cosa può diventare. Essa resta comunque una Capitale della Cultura, una cultura che può esistere solo a livello molto alto e serio, diretta a un pubblico che apprezzi questo modo di fare cultura. 

La mostra e i vicentini 

Questa è una mostra che racconta il Rinascimento da una prospettiva diversa, quella della nascita della creatività e dei processi creativi. È al tempo stesso una mostra che parla dei vicentini. La Vicenza del Cinquecento è dinamicissima sul piano economico, è una città in cui tutte le élite sono luterane e che quindi non ha paura delle idee nuove ma vuole la modernità. E la modernità la vuole in pittura e in architettura. Palladio ai suoi tempi fu la rivoluzione, la tradizione ai tempi del Palladio era rappresentata dai palazzi sul Canal Grande, vale a dire marmi preziosi e lavorazioni accuratissime. Palladio invece propone degli edifici bianchi “low cost”, fatti di mattoni ed intonaco, e con delle forme per quei tempi rivoluzionarie. I suoi palazzi furono come delle astronavi atterrate in una città coloratissima che vedeva con sospetto questi “mostri” bianchi. 
Vicenza scommette quindi sulla trasformazione, e lo fa con un gruppo di giovani artisti; un architetto, due pittori e uno scultore, che lavorano insieme. Soprattutto Veronese, Vittoria e Palladio sono una triade presente in tanti cantieri, come a Palazzo Thiene. Quest’ultimo è uno dei luoghi chiave della mostra, un palazzo tornato di recente alla fruibilità del pubblico grazie all’intervento del Comune. Questi giovani artisti vogliono qualcosa di nuovo e la ventata di novità arriva da Roma. Fino a quel momento l’architettura era dominata da Sanmicheli e Sansovino, la pittura da Giorgione e Tiziano, ma questi artisti vogliono creare qualcosa di diverso e aggiornato. Quando loro operano la novità era data da Michelangelo e Raffaello ed è con la loro arte che vogliono costruire un linguaggio nuovo per mandare in pensione i mostri sacri. La mostra racconta quindi la storia di questi quattro giovani artisti e di quel momento magico in cui Vicenza ha avuto il coraggio di guardare in avanti

Opere in esposizione

La mostra si apre con quattro giganti, Palladio, Jacopo Bassano, Veronese Vittoria, raccontati con le loro opere più significative: 

Ritratto di Livia Thiene con sua figlia Deidama e Ritratto di Iseppo Porto con suo figlio Leonida, Paolo Veronese
I personaggi sono due sposi: è stato complicato riunire i due ritratti, ma i curatori son riusciti e riportarli insieme per la prima volta e insieme a loro è esposto il disegno che Palladio presenta agli sposi per il loro palazzo di città.  
Unzione di Davide, Paolo Veronese. È un quadro di grandi dimensioni ed uno dei primi con cui il Veronese dà prova del suo grande talento di pittore. 
Il Veronese si trova a fianco dell'Adorazione dei Pastori di Jacopo Bassano, proveniente da uno dei musei più belli al mondo, la Galleria Borghese. 
Il busto all’antica del giurista Giovanni Battista Ferretti è invece di Alessandro Vittoria. Il noto giurista commissionò questa che è la prima statua antica realizzata dall’artista, che dimostra di sapere coglie l’anima del protagonista. 
Di Andrea Palladio è invece esposto un modello in legno di una chiesa veneziana

Per la prima volta è una mostra tutta concentrata nel capire come le idee che escono dalla testa dell’artista diventino poi opere. E questa operazione viene indagata sia in pittura che in architettura che in scultura. 

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