Il Romanico a Verona


Chiese Romaniche a Verona

Verona è una città d’impronta romana, quindi con strade dritte che si intersecano tra di loro ad angolo retto, e questo schema, bene o male, è stato mantenuto nel Medioevo: nonostante ci siano vicoli e vicoletti ingarbugliati tra loro, tipicamente medievali, la struttura cittadina è piuttosto lineare. Di questo periodo ci sono rimasti soprattutto monumenti di carattere religioso, come chiese e chiesette: di queste vi presenterò quelle che, secondo il mio modestissimo giudizio, devono essere assolutamente visitate. 

Il Duomo 

Nel Medioevo era sicuramente la più bella chiesa del centro di Verona: ebbe una storia travagliata perché, nell’arco dei secoli, subì numerose trasformazioni. Bellissimi i due portali sorretti da animali fantastici (un grifone e un leone) che reggono sulla schiena delle elaborate colonne. L’interno è spazioso e pieno di luce e degno di nota è il campanile nella sua parte cinquecentesca.
Facenti parte del medesimo complesso vi sono le chiese di San Giovanni in Fonte e di Sant’Elena, due luoghi assolutamente da vedere. La prima, che era il battistero del Duomo risale al 1123: entrandovi sembra di fare un vero e proprio salto nel tempo passato. Al centro vi è un’antica fonte battesimale ottagonale considerato uno dei capolavori del romanico veronese, realizzata in marmo rosso di Verona. 

Chiesa di San Lorenzo

La chiesa, nascosta e fuori dai circuiti turistici pur essendo in pieno centro, è uno spettacolo affascinante: una piccola chiesetta che sembra quasi una fortezza, con una facciata coronata da due torri circolari, realizzate con la tipica decorazione veronese a linee alternate bianche e rosse. È il tipico genere di costruzione romanica, vera e propria chiesa-fortezza, con aperture piccolissime per potersi difendere in caso di attacco e ingressi dalle dimensioni limitate. L’interno è molto suggestivo e unico nel suo genere non solo a Verona ma in tutto il Veneto. 

La Basilica di San Zeno

È sicuramente uno dei monumenti più importanti e ben conservati della città, nonché uno dei capolavori assoluti dell’architettura romanica, citato in ogni testo di Storia dell’Arte.
La splendida facciata può esser letta come un vero e proprio libro, composto quasi esclusivamente di figure, in modo che il popolo, anche quello analfabeta che ne costituiva la maggior parte, potesse capire. In essa sono rappresentate storie sacre, leggende e avvenimenti storici come quello che abbiamo già visto nella lunetta sopra il portone principale. 
A completare il tutto, i battenti della massiccia porta erano rivestiti di formelle in bronzo nelle quali erano a loro volta rappresentate scene tratte dalla Bibbia o dai Vangeli, storie della vita di San Zeno e rappresentazioni simboliche. 
Assai curioso è il rosone che, con le sue rappresentazioni scolpite intorno, ci spiega la Ruota della Fortuna”. La vita è una ruota: un momento tutto va bene, un altro tutto precipita. O viceversa. 
L’ingresso nella Basilica è spettacolare ed infonde subito un grande senso di vastità, suddiviso in tre navate e tre chiese; orante, purgante, trionfante (chiesa plebana, cripta e presbiterio). Il bellissimo soffitto è a “carena di nave rovesciata”: la nave, dalla quale prende il nome la “navata” ha inoltre una forte simbologia, poiché in questo caso la chiesa è la nave che ci conduce al Signore oltre a ricordare l’Arca di Noè.
Da ammirare, oltre alle formelle in bronzo, il Crocifisso Trecentesco in controfacciata di Lorenzo veneziano, sopra al fonte battesimale, la cripta che conserva il corpo del Santo protettore e la pala di San Zeno di Andrea Mantegna, capolavoro della Rinascenza veneta. 
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