Piazza Dante

Il salotto dittadino

Piazza dei Signori

Se da una parte Piazza Erbe appare mossa, articolata, pittorica e assurda nella sua disposizione articolata, Piazza dei Signori è composta, razionale, geometricamente definita, silenziosamente raccolta. Non c’è che un brevissimo tratto di strada tra le due piazze; eppure sembrano appartenere, luna e l’altra, a due differenti mondi. I soliti miracoli che accadono a Verona.

 

Ci si entra, in questa piazza che vorremmo chiamare il “salotto buono” della città, da cinque strade diverse; e ogni volta, per entrarci, bisogna passare sotto un arco: cinque archi che sopportano ciascuno la statua d’un illustre personaggio veronese. Sopra l’arco di via Fogge c’è quella del celebre medico e umanista Girolamo Fracastoro, che ha in mano un globo, una grossa palla, destinata a cadere – si dice – sul capo del primo galantuomo che passi là sotto: la sfera, naturalmente, non è ancora caduta. Sono proprio questi archi, che collegano fra loro monumenti e architetture dissimili per stile, ad accrescere l’illusione di un’armonica e coerente continuità.


Gli stili

In realtà la piazza rappresenta un campionario di stili architettonici:

  • Romaniche sono le strutture del palazzo della Ragione, a corsi alternati di pietra e di mattoni, che si ripetono nella sovrastante Torre dei Lamberti;
  • Stupendamente rinascimentale è la Loggia del Consiglio. Fu eretta tra il 1476 e il 1493 per il Consiglio Comunale, la loggia segna il definitivo abbandono del Gotico per una raffinata interpretazione del Rinascimento, inteso come armonia di proporzioni, uso elegante dei materiali e dei colori, e abbondante decorazione scultorea. La scelta della struttura aperta della loggia, per un edificio a destinazione pubblica, ha un intrinseco valore simbolico teso a sottolineare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica della città. In alto, le statue di cinque illustri veronesi dell’epoca romana son un omaggio alle origine latine di Verona.
  • Chiaramente “veneta barocca”, infine, la facciata della Domus Nova, l’alta casa sul lato verso Piazza Erbe, con quell’immenso arcone messo lì apposta per richiamare gli archi tutt’attorno alla piazza

La Statua di Dante Alighieri

Al centro della piazza il bel monumento a Dante dello scultore Ugo Zannoni, eretto nel 1865, presente ancora l’Austria in Verona, con la scusa del centenario dalla nascita, ma in realtà per far capire agli austriaci che i veronesi ne avevano abbastanza, e che per loro Dante era l’Italia. Non a caso Piazza Dante è il secondo nome di questa piazza, ma il più comunemente usato dai veronesi. Con una delibera del 22 aprile 1865 il Patrio Consiglio Comunale accolse l’invito dell’Accademia e della società di Belle Arti di erigere un monumento a Dante e di dedicargli una via. La data si ricollega alla ricorrenza del sesto centenario dalla nascita del poeta. Il governo austriaco, intuendone la polemica sottesa, mise i pali tra le ruote.

La statua serve anche a ricordare il soggiorno del sommo poeta presso il prospiciente palazzo dei Della Scala, detto palazzo del Governo o di Cangrande (oggi sede della Prefettura), dalla ricca merlatura ghibellina. L’attuale edificio è in gran parte opera di ricostruzione degli anni trenta del Novecento. Si è certi che già nel 1311 fosse abitato da Cangrande I che qui ospitò sicuramente Dante e, secondo il Vasari, anche Giotto, che vi fece alcune pitture e ritrasse il Signore di Verona. Nel 1533 fu aggiunta la bellissima porta rinascimentale da Michele Sanmicheli.

 

Gli edifici  

Sul lato meridionale, ai lati di Via Dante, troviamo il Palazzo della Ragione a destra e quello dei Tribunali (o Capitanio) sulla sinistra. Via Dante si chiamava precedentemente Lòvara, in riferimento all’omonima prigione che si trovava nella torre a ridosso del palazzo del Capitanio (“lòo” o “òvo”, lupo; “lòvara”, tana di lupi).


Il palazzo della Ragione è uno splendido edificio del secolo XII riconosciuto come il più bell’esempio di architettura civile romanica esistente in città. Si presenta come un’imponente costruzione a schema quadrato e cortile al centro con arcate romaniche e una scala marmorea del 1447 che fino ad anni recenti conduceva alla sede dell’aula di giustizia del tribunale cittadino e per questo detta Scala della Ragione.

 

Il palazzo dei Tribunali è un complesso formato da edifici sorti in diverse epoche e destinati ad assolvere funzioni diverse e che col tempo han dato luogo a un cortile centrale chiuso come per il palazzo della Ragione. Dietro si estendeva un vasto brolo, il giardino degli Scaligeri, dove oggi c’è il monumento di Garibaldi. Qui i Signori oltre alle passeggiate davano le loro feste, alle quali invitavano la nobiltà locale e i loro amici.

 

Dall’arcata tra il palazzo del Governo e il palazzo dei Tribunali si sbuca in una piazzetta, trasformata nel XIV secolo in uno stravagante trionfo di fantasia gotica: le tombe scaligere, dette Arche.

prenota la tua visita
Torna su