DYSTAT ENIM QUAE SYDERA TE EXCIPIANT

Uno scrigno di conoscenze astrologiche nel Rinascimento

Sala dei Venti a Palazzo Te


Ci sono dei luoghi a Mantova che sono delle vere e proprie macchine zodiacali; possono predire il futuro. Nella “Camera dei Pianeti e delli Venti” – così veniva definito nel ‘500 questo spazio – viene raffigurato un groviglio perfetto, un meccanismo per capire quale sarà il nostro futuro secondo la mentalità d’allora. 

L’ambiente collega la sala di Amore e Psiche, usata come sala da pranzo, con la Camera di Fetonte, camera da letto del dapprima Marchese e poi Duca di Mantova, Federico II. 
La Camera dei Venti ospitò anche l’Imperatore Carlo V durante le pause dei desinari e delle cene a Palazzo Te ed essa estasiò tutti i suoi ospiti; si tratta di un reticolo labirintico perfetto, matematico, astrologico, astronomico, cronologico, calendariale di quello che sarà di noi. 
Per intuire i concetti comunicati nella sala bisogna leggere la lapide sulla porta che dà sulla Camera di Fetonte, ripresa dal Giovenale: DISTAT ENIM QUAE SYDERA TE EXCIPIANT, che significa tutto dipende infatti da quali stelle ti ricevono quando nasci. 
In questa sala Giulio Romano diede il massimo del suo genio, anche a livello di articolazioni e complicazioni: ci sono 22 losanghe esagonali, 15 rettangoli e 15 ottagoni. In tutta la parte superiore della volta vi sono le divinità olimpiche intercalate dalle raffigurazioni dei mesi, e più sotto 16 mascheroni, appena inferiori ai segni zodiacali. Rappresentano i venti, che soffiano verso di noi e al contempo il limite che c’è tra il cielo – la volta superiore – e la terra, dove noi camminiamo, viviamo e aspiriamo ad un mondo migliore. In sintesi, il cielo soffia su di noi, ma cosa? La lettura del soffitto e della parte alta delle pareti ci può consentire di capire in quali condizioni siamo nati, quali sono le nostre virtù, i nostri difetti, che cosa ci aspetta nella lunghezza della nostra vita, quindi l’inclinazione. 
Mantova sarebbe nata sotto ben tre segni zodiacali. Gli astrologi del Rinascimento considerarono i tre momenti in cui la città crebbe; la prima, la seconda e la terza cerchia ed ognuna di queste cerchie ebbe un momento di fondazione, e quindi un segno particolare. Ecco che quindi i segni di Mantova sono VIRGO, LEO et SCORPIO
La Camera dei Venti va letta a cascata, dall’alto fino al basso. Al vertice c’è il Monte Olimpo, l’impresa fondamentale di Federico II e da lì discende tutto il resto:

  • passando per Mercurio si arriva alla Vergine, in finto bronzo e stucco dorato; la figura femminile quasi cristianamente abbraccia l’unicorno, fino al vento che soffia verso l’osservatore, fino alla umanizzazione, alla terrestrità, di questo segno, le cui attitudini sono rappresentate dai giardinieri, profumieri, amanti della vita
  • il Leone è un segno di fuoco e non a caso diparte dalla divinità del Sole, Apollo. sotto al segno del Leone il mascherone che soffia il vento, per arrivare ad una lotta tra uomini e bestie feroci. Infatti riguarda gli uomini coraggiosi, così temerari da prevedere acconto al leone cesare Ottaviano Augusto, inteso come vir, l’uomo coraggioso. 
  • infine lo Scorpione, un segno d’acqua, maschile, parte dal cielo con i cosiddetti putti agricoltori: stanno facendo la punta ai pali. Non per niente è il segno di ottobre e novembre quando ormai l’agricoltura va a morire. Addirittura qui le prospettive di questo segno riguardano due tondi, in cui ci sono sacerdoti, aurighi, veterinari, e quindi riguarda il mondo del misticismo, della spiritualità, ma anche delle corse, e quindi degli eroismi
Fare un oroscopo nel Cinquecento era quindi una cosa complessa, un lavoro molto articolato. Questo faceva parte di una cultura, di tutto un portato del passato tra il mondo greco, quello romano e molte credenze del mondo medievale. È tutto riassunto qua dentro in pochi metri quadrati, in una stanza di Palazzo Te a Mantova. 
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